Bufala: bocciato emendamento che prevedeva carcere per lo stalking


Dal giorno della Giornata Internazionale della Donna (più comunemente chiamata festa della donna), gira su Facebook una foto in cui si dice che il Parlamento italiano avrebbe respinto l'emendamento che prevedeva il carcere per il reato di stalking. Con le modifiche introdotte al Senato, l'articolo 280 del Codice penale, sarebbe cambiato così: "La custodia cautelare in carcere può essere disposta solo per delitti consumati o tentati per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni".

Nell'immagine pubblicata da una Pagina sul social network, in particolare si legge il seguente testo: " fatelo girare - Grazie al parlamento è stato bocciato l'emendamento che prevedeva il carcere per il reato di stalking!!!!!! Ancora una volta le donne pagano con la propria vita decisioni di governanti incapaci!!!!!!!". Il post fino ad ora ha totalizzato 67 commenti, 1.154 "Mi Piace" e ben 2.197 condivisioni pubbliche, cioè quelle per cui la privacy degli utenti è impostata su "pubblica" e dunque visibile a tutti.


Come riporta il Corriere della Sera in data 30 luglio 2013, "in commissione Giustizia del Senato, infatti, nei giorni scorsi è stato accolto da tutta la maggioranza con parere favorevole del governo l'emendamento presentato da Lucio Barani (Gal) che sposta il tetto per il carcere preventivo dai quattro ai cinque anni [...] Ma l'articolo 612 bis, quello che disciplina il reato di 'stalking', prevede che la pena per questo reato vada da sei mesi a quattro anni e quindi questo reato resterebbe fuori".

In realtà, come riporta Il Sole 24 Ore in data 1 agosto 2013, "Marcia indietro sullo stalking. La commissione Giustizia della Camera ha infatti approvato due emendamenti del Pd al decreto legge cosiddetto 'svuotacarceri', che reintroducono la possibilità di misura cautelare per lo stalking". La Commissione ha cancellato dunque l'emendamento che innalzava a 5 anni il "tetto sotto il quale non é possibile applicare la custodia cautelare per chi è a giudizio il reato di persecuzione".

ASCA riporta le dichiarazioni  dell'ormai ex sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta: "in commissione il disegno è passato grazie ad un accordo dei gruppi di maggioranza che ha consentito di introdurre importanti modifiche che ne aumentano l'efficacia e riportano il provvedimento allo spirito originario [...] In particolare [...] è stata innalzata a 5 anni la pena prevista per il reato di stalking, in modo che lo stesso rientri tra quelli per i quali è applicabile la custodia cautelare in carcere".

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