Precisazione: documenti falsi per gli stranieri in cambio di voti al Pd?


I Carabinieri del Ros avrebbero eseguito nelle scorse settimane, in provincia di Salerno, un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip su richiesta della locale Procura distrettuale antimafia, nei confronti di 9 indagati accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù, estorsione ed altro. Sarebbero stati documentati i rapporti del sodalizio con un funzionario del comune di Eboli che avrebbe facilitato il rilascio dei documenti per la regolarizzazione delle vittime al fine di portare voti al Pd.

Come si legge su Tg24 skynews, Terra nostra news, Attivo news, Fenice news24, Il sociale di pontassieve e Attivista 5 stelle: «Eboli, falsi certificati agli stranieri per farli votare Pd: blitz dei Ros. Blitz dei carabinieri del Ros, nella provincia di Salerno: eseguita un’ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della locale Procura distrettuale antimafia, nei confronti di 9 indagati per associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù, nonchè ricettazione, corruzione, estorsione ed altro. Nel mirino della Procura che aveva avviato le indagini dal 2013, un'organizzazione transnazionale multietnica dedita alla tratta di cittadine romene da sfruttare in aziende agricole della piana del Sele.»


«Sono stati documentati anche i rapporti del sodalizio con un funzionario del comune di Eboli che facilitava il rilascio dei documenti per la regolarizzazione delle vittime. Si tratta di G. M., ex dipendente comunale in pensione. Nei guai anche E. V., titolare del camping Miceli di Eboli. L'indagine, a quanto si è appreso, è partita  dalla Romania e sarebbe stata realizzata con l'aiuto dell'Interpol. L'ex dipendente comunale, come riporta Il Corriere, con il romeno L. B.  avrebbe portato voti alle primarie Pd regionali e nazionali in cambio di certificati di residenza falsi per far lavorare le donne romene nei campi. In altre parole, tali certificati di residenza per stranieri sarebbero stati finalizzati a farli votare alle primarie del Pd. L'attività [...] ha consentito di di ricostruire tutte le fasi della tratta [...]»

I post in questione (pubblicati fino al maggio 2019) sono copi/incollati dall'articolo di Salerno Today del 20 marzo 2015. Il titolo degli articoli "decontestualizzati" è fuorviante perché non si tratta delle candidature alle elezioni europee ma, come si legge all'interno degli stessi post, delle primarie Pd. In particolare, come scrive Info Oggi, si tratta di «almeno trecento voti per le primarie per la scelta del segretario nazionale del partito nel 2013» e «per quello regionale l'anno dopo». Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, un funzionario dell'Ufficio anagrafe del Comune di Eboli forniva falsi certificati di residenza e codici fiscali per stranieri in cambio di voti da gestire alle primarie a seconda delle esigenze.

Come si legge nell'ordinanza cautelare riportata da Voce di Strada, il capo area del settore demografico del Comune di Eboli «in cambio di varie utilità, facilitava i tempi burocratici di rilascio dei documenti di identità, codici fiscali e tessere sanitarie destinate alle lavoratrici. Per gli investigatori in cambio del rilascio "agevolato" delle documentazioni [il dirigente] avrebbe anche utilizzato le donne come serbatoio elettorale per una sua eventuale candidatura. E c'è il sospetto che con questo strumento siano state anche "inquinate" le primarie del Pd a Eboli». Come spiega Cronache di Salerno, a febbraio del 2016 è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio per il funzionario, arrestato nel 2015 e scarcerato ad ottobre dello stesso anno.


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