Casalinga taglia carciofo che esplode come una bomba? Non proprio


Rimbalza sulle maggiori testate giornalistiche italiane la notizia dell'esplosione di un carciofo in mano (o in faccia) ad una casalinga che si accingeva a cucinarlo. L'incidente domestico è accaduto ad una donna di Olginate (Lecco). Dell'esplosione, che non ha provocato danni se non molto spavento per la signora, se ne stanno occupando i carabinieri della stazione di Olginate e l'Asl di Lecco per risalire alla causa dell'esplosione.

In particolare, la signora ha raccontato che dopo aver lavato i carciofi, ne ha messo uno sul piano in marmo della cucina iniziando poi a tagliarlo con un coltello in acciaio. "Era molto duro e ho dovuto fare forza ma d'improvviso ho sentito un botto come fosse un piccolo petardo e dal carciofo è uscito del fumo", ha detto la signora ancora spaventata. Quindi ha chiesto aiuto al marito mostrandogli le foglie bruciacchiate e alcuni strani pallini neri. 

Facendo una ricerca su Internet, la figlia ha scoperto altri episodi in Italia analoghi nei quali erano rimaste ustionate delle persone. La famiglia ha quindi deciso di chiamare i carabinieri e la direzione del supermercato dove è stata acquistata la confezione di carciofi freschi. Il supermercato ha ritirato dalla vendita i prodotti, spiegando di averli ricevuti già confezionati, di aver avvisato il fornitore e di aver avviato degli accertamenti interni.

In realtà, non si è trattata d'una vera e propria esplosione: il carciofo ha fatto un botto in seguito al quale è uscito del fumo dalla verdura. L'episodio, che avrebbe già alcuni precedenti in Italia nel 2003 e nel 2008, potrebbe essere stato causato da una reazione chimica legata all'utilizzo di un fertilizzante nella coltivazione. All'epoca si temette l'azione di un pericoloso emulo di "Unabomber", ma dopo i primi titoli non se ne seppe più nulla. 

Sull'episodio accaduto nel 2008 e per il quale era stata aperta un'inchiesta, un investigatore molto esperto, che ha indagato in passato su pacchi-bomba e cassette esplosive, aveva suggerito due ipotesi: "Forse sulle foglie del carciofo c'era un concentrato eccessivo di fertilizzante, nitrati, insomma concime chimico, qualcosa che a contatto con una sorgente di calore o anche semplicemente un coltello ha prodotto lo scoppio e la fiammata".

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