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Video scioccante su Facebook di bambino maltrattato? E' una bufala


Su Facebook da qualche giorno si sta diffondendo un presunto video nel quale si vede una donna intenta a  muovere un neonato in vari modi all'apparenza brutali. Qualcuno ha pensato si trattasse di un trucco (ad esempio un bambolotto), altri invece hanno richiesto l'intervento della Polizia Postale e del team di Facebook per la sua rimozione, come l'Associazione Meter di Don Fortunato di Noto.

Una volta verificato che si tratta di abuso di minore, verrà richiesto l'intervento della procura. Il video è stato dapprima condiviso da una pagina "Manuela Gomez" e poi ripreso da altre pagine su Facebook con commenti del tipo: "È difficile vederlo fino alla fine. Questi 'genitori' sono dei criminali. Si può solo sperare che, con la sua diffusione, questo video arrivi al più presto in mano alla giustizia".



E' indispensabile riconoscere che il video al primo impatto appare crudele e violento e, come accade sempre in questi casi, scatena sul social network subito l'indignazione degli utenti che si premurano a condividere. In realtà non è proprio così come qualcuno ha voluto far credere. Si tratta, infatti, di un metodo discutibile ma certamente non promosso da malvagità e violenza.

Come riporta CBS News si tratta di una pratica denominata "yoga per neonati" o, più semplicemente "baby yoga". Già nel 2011, Lena Fokina aveva "scioccato" il mondo con un video in cui muoveva il suo bambino di appena due settimane. Non è certo che lo yoga per bambini porti benefici, alcuni temono che i bambini possano soffrire di sindrome del bambino scosso (SBS) o altri disturbi.

Donna picchia bimbo: condividi video per prenderla, ma è già in carcere


Gira un video su Facebook dove una donna picchia un bimbo di pochi mesi. Il video, che sta suscitando rabbia e sconcerto tra gli utenti del social network, caricato orginariamente su YouTube è stato rimosso (www.youtube.com/watch?v=IT3PiluRDaM&feature=share) perché violava i Termini di servizio del portale di condivisione. Ma il video è stato scaricato e pubblicato da diverse pagine Facebook. Gli utenti vengono invitati a condividere il video nella speranza di individuare la responsabile dei maltrattamenti. In realtà, si tratta d'un video risalente a maggio del 2011 e la responsabile, originaria della malesia, è stata già individuata ed arrestata dalla polizia.