La catena di fast food americana più famosa al mondo, McDonald's, sarebbe nuovamente sotto accusa. A diffondere la notizia sarebbe stata la nota testata giornalistica britannica Mirror che avrebbe raccontato la storia di Nikki Sanders, una giovane donna che, dopo aver ordinato un happy meal per la figlia di quattro anni, si sarebbe resa conto che nei nuggets di pollo sarebbe stato presente un piccolo verme. La donna, allarmata, avrebbe dichiarato di non esigere alcun rimborso, ma si sarebbe fatta portavoce di gruppi che pretendono maggiori controlli sulla qualità dei prodotti del colosso statunitense.
Con hoax si definiscono gli avvisi il cui scopo è ingannare il pubblico, presentando come reale ciò che è falso o artefatto.
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Governo cancella obbligo citazione azienda produzione? Non proprio
Secondo diverse notizie diffuse in Rete, dal 14 dicembre prossimo il Governo avrebbe deciso di cancellare l'obbligo di indicare nell'etichetta dei prodotti alimentari la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento. Per etichettatura s'intende l'insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo.
Bufala: Barilla non è italiana usa grano con tassi micotossine altissimi
A distanza di mesi continua a girare su Facebook e sul Web una notizia sulla Barilla, nota azienda emiliana leader nella produzione e distribuzione di pasta e di altri prodotti alimentari. Negli articoli in Rete si spiega in sostanza che Barilla non sarebbe più italiana ma statunitense e userebbe grano con alti tassi di micotossine, grazie all'Unione Europea che nel 2006 avrebbe alzato i livelli accettati di queste sostanze tossiche presenti nel grano duro, in modo da permettere a molti paesi con clima non adatti di produrre grano duro in quantità. Nel post su Facebook, che da agosto 2013 ha raccolto oltre 39.000 condivisioni, e in questo articolo si legge testualmente:
«Di Mimmo Gaglione.
Meglio essere informati e fare scelte consapevoli.
BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile. L'UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in dei clima non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud Italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee. Per esportare pasta in USA (Canada) il grano deve avere un tasso di micotossine circa la metà rispetto a quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che i prezzi internazionali del grano duro crollano. I commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile da contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti, per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffito) gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia. Boicottare la Barilla è cosa saggia perché dobbiamo comprare solo pasta di grano duro coltivato in Italia e Biologico, senza micotossine, né pesticidi né OGM.
Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem.
Dott.ssa Giuliana Icardi Universita' del Piemonte Orientale - Biblioteca DiGSPES "N. Bobbio"Via Cavour, 84 15121 Alessandria Italia»
In realtà Barilla non è "diventata americana", in quanto come si legge su Wikipedia (e sul sito aziendale) nel 1970 i fratelli Barilla la cedettero alla multinazionale statunitense Grace, ma Pietro Barilla nè riacquisì la maggioranza nel 1979. Come si legge sul sito UE, i valori massimi di micotossine ed altri contaminanti negli alimenti sono definiti nel regolamento (CE) 1881/2006 e successive modifiche. Per quanto riguarda le "Fusarium-tossine" nei cereali non c'è alcuna prova che dimostri il presunto innalzamento dei valori di tolleranza rispetto al regolamento (CE) 856/2005. In un comunicato è la stessa Barilla a smentire la notizia che gira sin dal 2011, precisando che la Dott.ssa Icardi non ha mai scritto un tale messaggio ed ha sporto denuncia presso le autorità competenti.
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