Bufala: Papa Francesco, crocifisso nelle scuole non rispetta altri culti


Dopo la vicenda dell'insegnante che aveva rimosso il crocifisso da un'aula dell'istituto in cui insegnava, ritorna la querelle sull'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici italiani. Stavolta sarebbe stato Papa Francesco ad esprimersi sull'opportunità o meno di mantenere il simbolo della religione cristiana nelle scuole, nelle aule di tribunale e negli ospedali. A dire del pontefice il crocifisso nelle scuole non rispetterebbe le altre religioni. Non si tratterrebbe di violenza contro i principi del cattolicesimo, ma si bisognerebbe sancire se sia corretto nei confronti di altri culti dato che l'Italia e un paese multietnico.

Bufala: lutto per tv e radio, morto Paolo Fox in un incidente stradale


Paolo Fox, tra i più famosi astrologi della tv e carta stampata, sarebbe deceduto in seguito ad un incidente stradale in cui sarebbe rimasto coinvolto nel pomeriggio del 30 gennaio scorso. Secondo quanto ricostruito, l'uomo si sarebbe trovato a bordo del suo Suzuki Burgman quando a forte velocità avrebbe centrato un'automobile in panne sulla corsia d'emergenza del Grande Raccordo Anulare (Gra). Trasportato in elisoccorso al Policlinico Umberto I della Capitale, il celebre astrologo sarebbe arrivato privo di vita.

Bufala, extracomunitario stupra ragazzina a Napoli: padre lo sevizia


Un extracomunitario avrebbe stuprato una ragazzina e per questo il padre avrebbe sciolto i suoi testicoli nell'acido. La vicenda sarebbe accaduta nei giorni scorsi a Napoli. Decine sono stati i commenti su Facebook da parte di utenti sconvolti e indignati. "La vendetta è la cosa che tutti noi dovremmo fare, il papà a fatto bene. Mi dispiace solo per quella ragazzina, speriamo solo che con il tempo riuscirà a superare questo trauma", scrive un ragazzo. "Ancora è poco, ha rovinato a vita un vita di una ragazzina e anche una famiglia, ha fatto benissimo: libertà per il papà", aggiunge un altro. "Il padre ha fatto la cosa giusta merita la libertà!!!", gli fa eco una ragazza.

Greta e Vanessa e la bufala della foto nel corso dei mesi di prigione


Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite il 31 luglio scorso nel nord della Siria e liberate dopo 5 mesi e mezzo di prigionia, sono finalmente a casa. "Ci scusiamo con voi famiglie e con tutta l'Italia. Non torneremo mai più in Siria". Lo hanno precisato a Repubblica Vanessa e Greta. Le due ragazze sono state ascoltate dai magistrati ai quali hanno confermato che sono state rapite per soldi. "Eravamo andate in Siria per aiutare i bambini, abbiamo sbagliato a organizzare il viaggio in quel modo", hanno ammesso circondate dai genitori e dai parenti.