Greta e Vanessa e la bufala della foto nel corso dei mesi di prigione


Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite il 31 luglio scorso nel nord della Siria e liberate dopo 5 mesi e mezzo di prigionia, sono finalmente a casa. "Ci scusiamo con voi famiglie e con tutta l'Italia. Non torneremo mai più in Siria". Lo hanno precisato a Repubblica Vanessa e Greta. Le due ragazze sono state ascoltate dai magistrati ai quali hanno confermato che sono state rapite per soldi. "Eravamo andate in Siria per aiutare i bambini, abbiamo sbagliato a organizzare il viaggio in quel modo", hanno ammesso circondate dai genitori e dai parenti.

E la vicenda delle due volontarie rapite in Siria ha scatenato l'indignazione e le proteste della Rete. Fra le tante illazioni che girano sui social network una foto in particolare ha attirato l'attenzione degli utenti. Nell'immagine postata su Facebook si vedono Greta e Vanessa che indossano un abito nero lungo sino ai piedi (chador), insieme ad altre due donne. La foto è accompagnata da una didascalia: "ecco la foto delle poverette durante i loro giorni di prigionia......da notare le torture a cui sono state sottoposte. non si consiglia la visione ai deboli di cuore.....".


Come riporta Il Foglio, la foto si riferisce all'estate 2014 e raffigura le due cooperanti con una famiglia siriana nella regione di Aleppo, ma non durante il periodo della loro prigionia. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, il rapimento è avvenuto poche ore dopo l'arrivo ad Aleppo delle due ragazze, il 31 luglio, nella casa del capo del "Consiglio rivoluzionario". Con loro non c'è un giornalista che inizialmente si credeva fosse riuscito a sfuggire ai sequestratori. Le ragazze, stando alla ricostruzione di AdnKronos, dovevano "rimanere per qualche giorno nella casa".



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